06/03/08

Necron

Necron

Per trovare l’estremo alle volte non serve andar lontano.
Possono essere sufficienti 14 albi a fumetti, disegnati da Magnus, su testi di una fantomatica Ilaria Volpe, secondo alcuni pseudonimo dell’artista stesso e pubblicati inizialmente in albi di formato economico.
La dottoressa Frieda Boher, arrapante e straordinaria biologa, dal cuore freddo come i cadaveri dai quali solo trae godimento, lavora in un centro studi per trapianti, e mentre regolarmente respinge le avances dei suoi colleghi uomini dal sangue ancora caldo, trafuga organi e membra, tra cui le braccia di un gigante, il pene di un superdotato, il cervello di un sottosviluppato…(”quello di uno scrittore di fumetti dell’orrore andrà benissimo”) che poi mette insieme per creare Necron, mostro dai testicoli elettrici, vorace fino al cannibalismo e costantemente eccitato, che usa come strumento per soddisfare le proprie voglie di necrofilia e per le sue malefatte criminose.
Frieda addestra la sua creatura all’obbedienza, punendo a suon di frustate i suoi frequenti colpi di testa e concedendogli di leccarla o di possederla in caso di premio…o in caso di voglia della padrona stessa.


In questa rivisitazione proto-pulp e femminista del Frankestein di Mary Shelley, che mantiene costante il debito con la sua ispiratrice fino alla ribellione finale di Necron che si unisce ad altri reietti e abbandona Frida al proprio tragico destino, Magnus riesce nel piccolo miracolo di ammantare di grottesco e di allegro erotismo gli orrori più indicibili e i crimini più efferati di cui si macchieranno i due antieroi.

"Se l'unione di due amanti è effetto di un travolgimento passionale, l'unione stessa richiamerà la morte, come desiderio di omicidio o di suicidio...Nessuno può negare che un elemento essenziale dell'eccitazione sia il sentimento di crollo o naufragio...un movimento di perdita che si muta presto in tragedia e si arresta solo nella morte...poichè la violenza è smarrimento, e lo smarrimento si identifica con le furie voluttuose che la violenza ci procura."
George Bataille, L' Erotismo.

Che il sesso sia con voi.


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