06/12/07

Dealer

Dealer
di Benedek Fliegauf (2003 Ung 135')
con Felician Kerestzes, Barbara Thurzò,
Anikò Szigeti, Edina Balogh, Lajos Szakacs.

Il gruppo di Fuori Orario ci regala la visione di Dealer, gemma preziosa e sconvolgente...ebbene sì, c'è ancora qualcuno che da qualche parte sperduta del mondo riesce a fare puro cinema, nonostante la barbara invasione planetaria dei soffocanti blockbusters e degli omologanti multiplex.
"Dealer" è un excursus sulla vita e i bizzarri incontri di uno spacciatore, vero e proprio moderno angelo dannato sulla terra, ed insieme una denuncia implacabile ed annicchilente sul potere annullante della droga.

Il protagonista, ex tossicodipendente ed ora svuotato zombie, vaga con la bicicletta in una città fantasma, dove in ambienti apparentemente disabitati si intravvedono, per brevi attimi, esseri umani colti in folgoranti momenti di follia collettiva o immotivata violenza. Il dealer va dai suoi clienti composti da una varia umanità ridotta ai margini della società: tra cui un guru religioso semimorente, un bodybuilder completamente ustionato, uno studente viziato, un paio di ragazzine in cerca di emozioni a buon mercato, una ragazza madre tossica con bambina a carico, un figlio di una famiglia malavitosa, un padre allucinato che scava una fossa immensa in una spiaggia davanti ai suoi due figlioletti etc.
Il dealer si prende cura premurosamente dei suoi clienti, rivelando un'umanità e una sensibilità inaspettate, appare inizialmente quasi un angelo custode, che in qualche caso estremo arriva a dare la morte, ma solo per risparmiare atroci sofferenze.
Ritratta è la sofferenza e la disperazione estreme di un'umanità, tesa alla ricerca di una fuga impossibile e ridotta ad uno stadio larvale dalla dipendenza dalle sostanze.
Il dealer, altrimenti freddo e impassibile davanti alle angosce dell'altrui esistenza, trova per un attimo calore umano e un barlume di gioia nel rapporto con una bambina, presumibilmente sua figlia nata da un precedente rapporto con una cliente, ma tutto ciò è solo una breve illusione, il suo destino è irrimediabilmente segnato.
Ciò che colpisce del film è l'atmosfera ipnotica e apocalittica che pervade la pellicola e rimane incuneata nella mente per diversi giorni dopo la visione, con un affascinante finale intriso di struggente poesia tragica. Lo stile di regia è elegantissimo, fatto di lenti movimenti di macchina circolari, che vanno ad avvolgere e quasi accarezzare i personaggi. Anche il lavoro sulle musiche, costituite da un evocativo intreccio di electro-noise contemporaneo, è straordinario e contribuisce non poco a fare di questo film uno di quelli imperdibili dell'ultimo decennio.

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